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Giovedì, 17 Marzo 2022 00:00

Monitoraggio di verifica dell’andamento del test pilota di Phytoremediation in essere presso il depuratore di Turbigo

Il test pilota in corso a Turbigo su un terreno inquinato è giunto ad una fase di monitoraggio per avere un primo riscontro sulla funzionalità della Phytoremediation attraverso un raffronto fra gli esiti dell’indagine di caratterizzazione ambientale e del primo monitoraggio svolto (attività condotte rispettivamente in data 07/02/2020 e 04-05/11/2021), in riferimento alla tipologia di specie vegetali piantumate scelte in relazione alla contaminazione riscontrata in sede di caratterizzazione.

Nell’ambito di questo monitoraggio si è proceduto al prelievo di n. 2 campioni per ciascun punto rappresentativo della griglia in cui era stato suddiviso il sito in sede di caratterizzazione iniziale; il primo campione prelevato nello spessore di 0,3m dal p.c. (topsoil), ovvero nello strato dell’apparato radicale delle specie piantumate, ha permesso la verifica della funzionalità dello stesso rispetto allo scopo del test pilota, mentre il secondo, esteso per il primo metro, ha permesso il raffronto con gli esiti di caratterizzazione iniziale.

La planimetria del Piano delle indagini iniziale è stata suddivisa secondo una maglia regolare di 10x10m in quanto rappresentativa della stessa griglia di campionamento attuata nell’ambito del monitoraggio svolto.

Ciò al fine di ottenere uniformità e confronto tra i dati.

L’ubicazione delle trincee attuata in ambito di monitoraggio è la stessa applicata nell’indagine di caratterizzazione ambientale del 7 febbraio 2020.

Come per la fase di caratterizzazione, la trincea T12 non è stata effettuata in quanto accorpata alla trincea T11.

Le trincee T1, T5 e T10 non sono state oggetto di monitoraggio, in quanto a seguito degli esiti dell’indagine di caratterizzazione, non sono stati evidenziati superamenti delle CSC di riferimento (colonna B tab.1 D.Lgs. 152/2006, siti a destinazione industriale/commerciale).

Per tutti gli altri punti si è proceduto all’esecuzione di un saggio manuale per ogni cella della griglia per un totale di 8 con prelievo di 16 campioni di terreno, ovvero topsoil e campione superficiale, come indicato in premessa.

I campionamenti sono stati effettuati con metodologie non invasive, per minimizzare gli impatti sulla componente vegetale e non inficiare il test pilota; la profondità raggiunta è di 1m dal p.c. in conformità con i risultati della caratterizzazione inziale analizzati per la progettazione del test pilota.

I campioni sono stati prelevati dal materiale estratto durante il saggio per ciascun punto di indagine, considerando lo spessore relativo del campione stesso, al fine di permettere l’ottenimento di un campione composito rappresentativo.

In accordo con le norme tecniche per l’analisi chimica dei terreni riportate nel D. Lgs n. 152/2006, durante le fasi di campionamento il tecnico di campo ha provveduto alla separazione e all’allontanamento della frazione grossolana (frazione > 2cm); successivamente il terreno è stato riposto in contenitori in vetro nuovi da ca 750 ml per l’analisi dei composti non volatili.

 

Per valutare l’efficienza della tecnologia di phytoremediation, sono stati confrontati i risultati dell’attuale monitoraggio (MON) e quelli dell’indagine di caratterizzazione preliminare del 7 febbraio 2020 (CAR).

Di seguito si riporta la tabella riassuntiva dei superamenti riscontrati in entrambe le indagini per la colonna B, mtab.1 D.Lgs. 152/2006. Il confronto è stato condotto riferendosi al campione superficiale prelevato alla profondità 0-1 m.

 

Tabella 4 - Raffronto dei superamenti di colonna B fra l'indagine di caratterizzazione (CAR) e il primo monitoraggio (MON).

Si evince che nelle trincee TR4 e TR8 c’è stata una netta diminuzione della concentrazione dell’inquinante Cr tot, mentre nella TR2 la concentrazione riscontrata è paragonabile a quella di caratterizzazione considerando l’ordine di grandezza dell’incertezza di misura (130 mg/kg per l’analisi svolta sul campione della caratterizzazione e 170 mg/kg per quello del monitoraggio). Di conseguenza, la concentrazione si può considerare pressoché invariata.

Si può quindi concludere che la tecnologia di Phytoremediation, sulla base dei risultati ottenuti confrontando le concentrazioni con i limiti di riferimento (Colonna B tab.1 D.Lgs. 152/2006, siti a destinazione industriale/commerciale), evidenzia una potenziale efficacia da confermare una volta ottenuti i risultati delle analisi sulla componente vegetale (a supporto dell’azione di fitoestrazione da parte delle essenze piantumate) e sulle base dei prossimi campionamenti di verifica

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Il gruppo Ti&a nasce nel dopoguerra e si sviluppa sino a diventare negli anni 90 leader in Italia nelle bonifiche da amianto.

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