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Donnerstag, 08 März 2018 00:00

Monitoraggio di metalli pesanti nei rivestimenti. Verso nuove norme?

E' in corso, in alcuni edifici del centro JRC di Ispra, il monitoraggio delle sostanze pericolose (tossiche e potenzialmente cancerogene) contenute nei rivestimenti strutturali come vernici, mastici, colle, guaine e isolamenti. La particolarità dell'attività in corso consiste nel fatto che oltre ai consueti elementi censiti, amianto e fibre artificiali vetrose in primis, è stata affidata alla nostra società la verifica della presenza dei metalli pesanti e dei cianuri totali. La finalità è avere un quadro completo delle sostanze pericolose, propedeutico alle previste opere di decommissioning.

Nel caso specifico, la verifica è stata eseguita, in collaborazione con Ambiente s.c., tramite Diffrattometro a Raggi X (nella foto in basso). E' una strumentazione portatile che consente di individuare la presenza di metalli negli strati di rivestimento. E' stato inoltre eseguito un campionamento delle matrici e sono state effettuate analisi chimiche di laboratorio per la verifica quali-quantitativa della presenza dei metalli pesanti e cianuri totali sui campioni prelevati.

In Italia la legge non prevede attualmente per gli immobili l'obbligo di censimento dei metalli pesanti, ma solo dell'amianto e recentemente delle Fav.

E se durante la vita normale dell'immobile è in effetti raro trovarli nelle fibre aerodisperse, negli eventi straordinari la loro presenza nell'aria respirabile rappresenta invece un grave pericolo per la salute. Allo stato attuale infatti, in caso di demolizione o di un incendio, non vengono adottate specifiche procedure di sicurezza mettendo a grave rischio la salute dei lavoratori, coinvolti nelle attività di smantellamento e post incendio, e la salubrità degli ambienti circostanti.

In altri stati europei, la mappatura dei metalli e di altre sostenze cancerogene è invece obbligatoria, preventivamente alle opere di demolizione; e viene eseguita molto accuratamente permettendo così di fare emergere se e dove vadano rimossi con adeguate procedure.

L'uso nei materiali di edilizia del piombo o del PCB, per esempio, è stato molto diffuso nei ultimi 50 anni ed oggi sicuramente, se in Italia venissero ricercati, si troverebbero abbastanza frequentemente, come attestato da studi specifici svolti in Francia ed in Svizzera dove esistono specifiche norme per il loro censimento e l'eventuale bonifica.

Auspichiamo che gli enti interessati alla salute dei lavoratori intervengano per allineare il nostro paese ai paesi più sviluppati e si arrivi anche da noi ad avere leggi o almeno direttive precise.

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